Brian Acton, co-fondatore del servizio di messaggistica istantanea utilizzato da 1,5 miliardi di utenti, ha raccontato per la prima volta della rottura con Facebook risalente all’anno scorso. Durante l’intervista a Frobes, infatti, dichiara:  “Alla fine dei conti, ho venduto la mia compagnia. Ho venduto la privacy dei miei utenti. Ho fatto una scelta e accettato un compromesso. E ci convivo ogni giorno”.

whatsapp co-fondatore Action

 

LA ROTTURA DEL CO-FONDATORE CON FACEBOOK

Non è però la prima volta che Acton si esprime contro Facebook. Infatti, dopo la situazione di Cabridge Analytica, il co-fondatore fece un tweet con l’hashtag #DeleteFacebook, invitando tutti gli utenti ad eliminarsi dal social. Un invito in ogni caso particolare, in quanto fino a qualche mese prima lavorava con Facebook e proprio questa azienda lo ha reso miliardario. In realtà pare che Acton, nel lasciare la nota azienda senza aver venduto tutto il suo patrimonio azionario, abbia perso 850 milioni di dollari! Questo abbandono non è un caso isolato, infatti pochi giorni fa Jan Koum, co-fondatore di Instagram, ha detto a sua volta addio a Facebook.

 

I MOTIVI DELL’ADDIO

Durante l’intervista Acton racconta che il suo rapporto con Zukerberg non è in realtà mai nato, nonostante si siano incontrati una dozzina di volte. Spiega, inoltre, che la motivazione che sta dietro a questo addio sia soprattutto per ragioni morali. Il fondatore di WhatsApp ci tiene a sottolineare che Facebook “non è il cattivo”, anzi considera le persone che lo gestiscono degli ottimi uomini d’affariIl Social Network ha una delle più grandi reti pubblicitarie del mondo; Koum, altro fondatore, e Acton odiavano le pubblicità ed erano fanatici della privacy grazie alla crittografia che il servizio utilizza. Acton dunque afferma che “gli sforzi per spingere i ricavi” stavano andando “a scapito della bontà del prodotto”. In poche parole Facebook voleva introdurre la pubblicità su WhatsApp in modi diversi, mentre i fondatori non erano d’accordo su questo, in quanto preferivano che gli utenti pagassero qualche centesimo dopo un certo numero di messaggi inviati. Acton ritiene che però, secondo Facebook, questa alternativa non avrebbe fatto ottenere abbastanza guadagni. Perciò il motivo di questa rottura emerge dalle seguenti parole: “Sono buoni uomini d’affari ma rappresentano un insieme di pratiche commerciali, principi ed etica e politiche con cui non sono necessariamente d’accordo.”

Co-fondatori di WhatsApp Acton e Koum

Co-fondatori di WhatsApp Acton e Koum (Credits: Filkr)

 

ACTON SPONSORIZZA SIGNAL

Il co-fondatore di WhatsApp ha superato questa diatriba con Facebook e ha sponsorizzato un’app di messaggistica istantanea, Signal, gestita da Moxie Marlinspike. L’obiettivo di questo investimento di 50 milioni di dollari è quello di mettere gli utenti prima del profitto. Ora Brian Acton lavora con le stesse persone che hanno costruito il protocollo di crittografia opensource che fa parte di Signal. In questo modo sta cercando di ricreare WhatsApp nella sua idea di partenza, ovvero un servizio di messaggi e chiamate gratuiti, con crittografia end-to-end e nessun obbligo per le piattaforme pubblicitarie. Durante l’intervista Acton afferma che Signal ora ha “milioni” di utenti non specificati, e ha l’obiettivo di rendere “accessibile la comunicazione privata e onnipresente”. Signal prima dell’investimento poteva permettersi solo cinque ingegneri, in questo modo invece diventa un modello di business perpetuo. 


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