L’intelligenza artificiale studia i fenomeni teorici, le metodologie e le tecniche che consentono di progettare sistemi hardware e sistemi di programmi software atti a fornire all’elaboratore elettronico prestazioni che, a un osservatore comune, sembrerebbero essere di pertinenza esclusiva dell’intelligenza umana.

(Marco Somalvico)

Non esiste ancora una definizione universalmente accettata perché l’AI è una disciplina recente e in continua evoluzione, che però ha fornito un grande contributo all’informatica. In ogni caso l’intelligenza artificiale è tale quando è in grado di: agire e pensare umanamente, agire e pensare razionalmente.

L’ORIGINE DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE

L’interesse della comunità scientifica per l’Intelligenza Artificiale ha inizio nel 1943 quando i due ricercatori  McCulloch e Pitt proposero al mondo scientifico il primo neurone artificiale. A ciò seguì poi nel 1949 il libro di Olding Hebb grazie al quale vennero analizzati in dettaglio i collegamenti tra i neuroni artificiali ed i modelli complessi del cervello umano. I primi prototipi realmente funzionanti di reti neutrali arrivarono verso la fine degli anni ’50. Consistono in un modello matematico che cerca di simulare le reti neuronali biologiche del nostro cervello. Infatti nell’encefalo ogni neurone è collegato con una decina di migliaia di altri neuroni tramite delle sinapsi che ci consente di ragionare e di gestire ogni funzione e nervo del corpo. L’interesse del pubblico si fece maggiore grazie ad Alan Turing che cercava di spiegare come un computer possa comportarsi come un essere umano.

intelligenza artificiale

Credits: Pixabay

 

LA STORIA DELL’ AI (Artificial Intelligence)

La nascita dell’Intelligenza Artificiale viene fatta risalire a l’avvento del computer, dunque il 1956. Anno in cui si tenne il convegno in America a cui parteciparono molti nomi illustri e vennero presentati programmi già capaci di svolgere i primi ragionamenti logici. Nello stesso anno McCarthy coniò il termine “Intelligenza Artificiale” in occasione di un seminario in cui si discuteva riguardo alle reti neutrali, allo studio dell’intelligenza e ai sistemi di ragionamento automatico. Ma è nei primi anni ‘70 che furono sviluppate le prime reti neutrali e la logica fuzzy. Consiste in una logica in cui si può attribuire a ciascuna proposizione un grado di verità diverso da 0 e 1 e compreso tra di loro. È una logica polivalente, ossia un’estensione della logica booleana. La prima svolta importante dal punto di vista tecnologico arriva con lo sviluppo delle Gpu – graphics processing unit che hanno ridotto notevolmente i tempi di addestramento delle reti. Si tratta di chip di elaborazione dati in grado di supportare processi complessi molto più rapidamente operando a frequenze più basse e consumando meno energia. Oggi si sono sviluppati i “chip neuromorfici”, in grado di imitare alcune funzioni del cervello umano, quali quelle sensoriali e cognitive. 

INTELLIGENZA FORTE E INTELLIGENZA DEBOLE

E’ però importante tenere conto di una distinzione tra IA debole e forte. L’ Intelligenza Artificiale debole, che rappresenta il presente, è definita tale perché è quando un computer non è in grado di raggiungere le capacità intellettive umane, ma solo emulare alcuni processi cognitivi umani.Si parla, invece, di Intelligenza Artificiale forte, quando si ipotizza che in un futuro le “macchine” avranno un’intelligenza propria, autonoma e indipendente, pari o superiore a quella umana.

MACHINE LEARNING E DEEP LEARNING

La classificazione AI debole e AI forte sta alla base della distinzione tra Machine Learning e Deep Learning. L’Intelligenza Artificiale è la capacità delle macchine di svolgere compiti e azioni tipici dell’intelligenza umana (pianificazione, comprensione del linguaggio, riconoscimento di immagini e suoni, risoluzione di problemi, ecc.). Ciò che caratterizza l’Intelligenza Artificiale è il metodo di apprendimento con cui l’intelligenza diventa abile in un compito o azione. Questi modelli di apprendimento sono ciò che distinguono Machine Learning e Deep Learning.

Intelligenza artificiale

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COME FUNZIONA L’ IA

L’Intelligenza Artificiale funziona attraverso 4 livelli:

 Comprensione: attraverso la simulazione di capacità cognitive l’AI è in grado di riconoscere testi, immagini, video, voce ed estrapolarne informazioni.

 Ragionamento: mediante la logica i sistemi riescono a collegare le molteplici informazioni raccolte (attraverso precisi algoritmi matematici e in modo automatizzato).

Apprendimento: in questo caso parliamo di sistemi con funzionalità specifiche per l’analisi degli input di dati e per la loro “corretta” restituzione in output.

– Interazione: ci si riferisce alle modalità di funzionamento dell’AI in relazione alla sua interazione con l’uomo. 

AMBITI APPLICATIVI

L’Intelligenza Artificiale viene pensata come una realtà tecnologica ancora lontana dalla nostra quotidianità, ma non è così! Aziende multinazionali come Google e Facebook la impiegano molto spesso. A volte non è facile accorgersene ma, ed esempio, il riconoscimento vocale e facciale degli smartphone si basano su algoritmi dell’IA. Grazie all’evoluzione, oggi questa tecnologia viene utilizzata in tantissimi settori differenti, apportando notevoli cambiamenti:

– Nel Marketing , in quanto viene studiato il comportamento dell’utente e le sue abitudini per realizzare un’offerta su misura. E’ anche più facile gestire la mole di dati prodotti e la relazione con i clienti.

– Nel mondo della Salute, in cui l’IA viene utilizzata nell’analisi del battito cardiaco, per la diagnosi di alcune ,malattie e per riconoscere lo stile di vita dell’utente.

Sicurezza e gestione dei rischi, molto utili anche all’interno di sistemi aziendali.

Settore automobilistico, oggi giorno infatti si lavora molto sulle macchine in grado di camminare anche senza pilota.

 

Molti sono i dubbi su questa tecnologia, ma una cosa è certa: essa non è più solo un’ipotesi! Il suo essere ampiamente sfruttata in tanti settori diversi per aumentare comfort e sicurezza la rende ormai integrata alla vita dell’uomo. Le parole del futuro restano dunque: IoT, IA e Robotica.

FONTI: wikipedia.org   www.intelligenzaartificiale.it/  www.ai4business.it

 


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